
È morto oggi, 16 gennaio, Tony Dallara, al secolo Antonio Lardera. Aveva 89 anni. Con lui scompare una delle voci che per prime hanno scosso l’equilibrio della canzone italiana del dopoguerra, aprendo la strada a un modo più fisico, istintivo e moderno di cantare. La notizia della sua morte chiude simbolicamente l’epoca degli "urlatori", stagione breve ma decisiva della musica popolare nazionale.
Addio Tony Dallara, le cause della morte
Tony Dallara non è stato soltanto un cantante di successo, ma un interprete che ha incarnato un cambiamento. Sul palco portava una tensione nuova, lontana dalla compostezza della tradizione melodica. Quel modo di cantare, che all’epoca divideva e sorprendeva, lo ha reso uno dei volti più riconoscibili tra la fine degli anni Cinquanta e i primi Sessanta. Oggi il mondo della musica lo saluta come uno dei protagonisti di una fase di passaggio che ha segnato generazioni di ascoltatori.
Negli ultimi anni le condizioni di salute di Dallara si erano progressivamente aggravate. Nel 2024 aveva affrontato un lungo ricovero e un periodo di coma che aveva destato grande preoccupazione. Nonostante una parziale ripresa e alcune apparizioni pubbliche, il suo stato di salute restava fragile. È morto oggi, 16 gennaio, dopo un nuovo peggioramento delle sue condizioni fisiche.
Chi era Tony Dallara: la carriera
Nato nel 1936 a Campobasso come Antonio Lardera, si trasferisce da bambino a Milano, città che diventerà il centro della sua vita artistica e personale. Figlio di un ex corista della Scala, cresce in un ambiente in cui la musica è una presenza quotidiana, ma prima del successo svolge lavori comuni, lontani dallo spettacolo, mentre canta nei locali cittadini.
La svolta arriva alla fine degli anni Cinquanta, quando la sua voce irrompe nelle classifiche con "Come prima", seguita da una serie di brani che lo rendono uno degli interpreti più popolari del periodo. Il punto più alto della carriera coincide con la vittoria al Festival di Sanremo del 1960 con "Romantica", successo che supera i confini italiani e viene tradotto in più lingue. Negli anni immediatamente successivi Dallara è presenza costante in radio, televisione e cinema musicale.
Con il mutare dei gusti e l’arrivo di nuove correnti giovanili, sceglie progressivamente di allontanarsi dalle scene. Negli anni Settanta si dedica quasi esclusivamente alla pittura, passione coltivata in modo riservato ma continuo, che lo porta a esporre in diverse gallerie e a frequentare importanti ambienti artistici. La sua vita privata resta sempre lontana dai riflettori: Dallara ha difeso con discrezione gli affetti e la quotidianità, preferendo una dimensione appartata rispetto all’esposizione mediatica. Dagli anni Ottanta torna a esibirsi dal vivo, soprattutto in contesti legati alla memoria musicale del Paese, mantenendo fino all’ultimo un rapporto diretto con il pubblico.
Alcune delle sue canzoni più celebri restano ancora oggi punti di riferimento della musica leggera italiana.
- Come prima (1957)
- Romantica (1960)
- Ti dirò (1958)
- Bambina, bambina (1961)
- La novia (1961)
- Un uomo vivo (1961)
- Brivido blu (1958)
- Non partir (1958)
- Julia (1959)
- Come potrei dimenticarti (1964)
Un ultimo saluto a Tony.
Riposa in pace ![]()
RIP
Riposa in pace Toni , condoglianze alla famiglia !!!!
R.I.P
